Condominio: mediazione civile e impugnazione delibera assembleare

postato in: Studi e Pubblicazioni | 0

Avv Monica Sciarroni   La materia condominiale, ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs 28/2010, era stata assoggettata all’obbligatorietà della mediazione civile, quest’ultima diveniva, infatti,  condizione di procedibilità per agire in giudizio. In seguito alla dichiarazione di incostituzionalità del predetto articolo, da parte della Corte Costituzionale, con sentenza n. 272/2012, tale obbligatorietà veniva eliminata. Salvo poi essere reintrodotta con il Decreto del Fare, n. 69/2013, il quale  ha ripristinato a tutti gli effetti l’obbligatorietà della mediazione anche in tema di condominio. Dacchè, appare pacifico che ogni situazione e ogni circostanza che trova  luogo all’interno di ciascun condominio e che sia regolata dalla Legge o dal Regolamento di condominio comporta, qualora vi sia la necessità di incardinare un giudizio civile, l’obbligatorietà di esperire il tentativo di conciliazione.   Del pari,  la stessa  legge di riforma del condominio n. 220/2012 ha aggiunto alle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile l’articolo 71 quater, i cui 1° e 2° comma recitano: “ per le controversie in materia di condominio, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, del Decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, si intendono  quelle derivanti dalla violazione o dall’errata  applicazione delle disposizioni del libro III, titolo VII, capo II, del codice  e degli articoli da 61 a 72 delle presenti disposizioni di attuazione del presente codice. La domanda di mediazione deve essere presentata, a pena di inammissibilità, presso un organismo di mediazione ubicato nella circoscrizione del Tribunale  nella quale il condominio è situato“.  Risulta noto che la maggior parte delle cause condominiali riguardano le impugnazioni delle delibere assunte durante le assemblee e  per le quali è previsto il regime sancito dall’articolo 1137 c.c. Siffatto articolo stabilisce rigidi termini di decadenza affinché i condomini possano adire l’autorità giudiziaria, ovvero: trenta giorni dalla data della  deliberazione in assemblea  per gli astenuti e  per i  dissenzienti e trenta giorni dalla comunicazione della stessa deliberazione per gli assenti. Al riguardo si è posto il problema di come conciliare il  rispetto dei stringenti termini dei trenta  giorni con l’avvio della procedura di mediazione. La soluzione si rinviene proprio nell’articolo 5 del d.lgs 28/2010: ” dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce  sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. Dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce, altresì. la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di cui all’articolo 11, presso la segreteria dell’organismo di mediazione”.  Alla luce di ciò, pertanto, il termine di decadenza prescritto per l’impugnativa sarà pienamente  rispettato considerando la data di spedizione dell’invito alla mediazione da parte dell’organismo preposto all’amministratore del condominio, non si deve fare riferimento, invece, alla data del deposito dell’istanza di mediazione. L’importanza di tale precisazione si evince dalla grave   conseguenza  che produce il mancato rispetto dei termini, ossia: la decadenza da ogni impugnativa da parte del condomino.