Condominio: Rumori molesti e risarcimento

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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21554 del 3 settembre 2018, ha previsto che in merito alle immissioni intollerabili, il danno alla salute può essere risarcito solo se il danneggiato ne fornisca la prova, poiché non esiste il danno in “re ipsa“. Peraltro, la Suprema Corte stabilisce che l’assenza del danno biologico non impedisce in ogni caso il risarcimento del danno non patrimoniale  riguardante le immissioni illecite, allorché siano stati lesi il diritto al normale svolgimento della vita familiare. in particolare gli Ermellini sottolineano: ” allorché siano stati lesi il diritto al normale svolgimento della vita familiare  all’interno della propria abitazione ed il diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini quotidiane, quali diritti costituzionalmente garantiti, nonché tutelati dall’articolo 8 della Convenzione Europea Dei Diritti Dell’Uomo ( Cass. SS. UU. 2611/2007). Nel caso di specie il fatto era relativo ad un appartamento condominiale che subiva le immissioni di rumore intollerabili provenienti dall’officina sottostante allo stabile.