Condominio: Sostituzione delibera assembleare

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La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10847 dello scorso 8 giugno, è intervenuta sulla spinosa questione relativa  alla delibera condominiale adottata senza rispettare le previsioni di legge sulla sua validità e la successiva adozione e sostituzione della stessa con una nuova deliberazione ritenuta idonea a sanare la prima, ritenuta nulla oppure annullabile. Nel solco di numerose decisioni, già adottate dagli Ermellini, l’ordinanza suindicata stabilisce che il precedente  atto deliberativo venga  sostituito da quello successivo, a seguito della correzione dei vizi,  che dovrà essere adottato con i medesimi quorum deliberativi richiesti dalla legge per approvare validamente quello originario. Peraltro, viene espressamente ribadito che  l’annullamento della deliberazione non potrà aver luogo se quella impugnata è sostituita con altra presa in conformità della legge e dello statuto. La Corte di Cassazione sostiene,invero,  che la sostituzione della delibera condominiale impugnata è idonea a determinare la cessazione della materia del contendere qualora vi sia stata un’impugnazione della delibera stessa. Orbene, viene, così sancito il principio secondo cui “ la sostituzione della delibera impugnata con altra adottata dall’assemblea in conformità della legge, facendo venir meno la specifica situazione di contrasto fra le parti, determina la cessazione della materia del contendere, analogamente a quanto disposto dall’art. 2377, comma 8, c.c. dettato in tema di società di capitali (cfr. Cass. n. 20071/2017, n. 2999/2010, n. 11961/2004).” Viene da chiedere in quale modo operi tale sanatoria della delibera ritenuta invalida. Al proposito,  la Suprema Corte, nel richiamare il disposto dell’articolo 2377 c.c.,  osserva che, “ affinché possa verificarsi la rinnovazione sanante con effetti retroattivi , è necessario che la deliberazione impugnata sia sostituita con altra che abbia un identico contenuto, e che cioè provveda sui medesimi argomenti della prima deliberazione, ferma soltanto l’avvenuta rimozione dell’iniziale causa di invalidità.”