Lavoro: Giusta causa di licenziamento e CCNL

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Le clausole previste  nei contratti collettivi relative alla giusta causa di licenziamento  non sono vincolanti per i giudici, in ragione della circostanza che la giusta causa è definita dalla legge e non dalle parti. Ciò è quanto statuito dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 19023/2019, con la quale si evidenzia: ” Al giudice del merito è consentito, perciò, di escludere che un comportamento, pur sanzionato dal contratto collettivo con il licenziamento, integri una giusta causa o un giustificato motivo soggettivo di licenziamento, avuto riguardo sia alle circostanze concrete che lo hanno caratterizzato sia alla compatibilità con il principio di proporzionalità“. Vieppiù, viene ribadito che  la giusta causa, essendo nozione legale, prescinde  dalla previsione  del contratto collettivo sancito dall’articolo 2119 c.c., altresì, si precisa che stante l’inderogabilità della disciplina del licenziamento: “ il giudice è sempre tenuto a verificare se la previsione del contratto collettivo sia conforme alle nozioni di giusta causa e giustificato motivo; in questa materia il principio cardine  affermato dalla Suprema Corte è che la scala di valori recepita dai contratti collettivi esprime le valutazioni delle parti sociali in ordine alla gravità di determinati comportamenti e costituisce solo uno dei parametri a cui occorre fare riferimento per riempire di contenuto le clausole generali di giusta causa e giustificato motivo soggettivo. Queste ultime possono anche non coincidere completamente o esaurirsi nelle previsioni della contrattazione collettiva”.